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La diagnostica in Medicina Estetica

Valutazione dello stile di vita in senso olistico


La diagnostica del benessere individuale, termine assunto nella sua più vasta accezione salutista, impone l'adozione di diverse metodologie analitiche, includenti sia lo studio dell'inestetismo e del rischio di malattia presenti, sia quello dei fattori che portano al malessere individuale e alla ridotta qualità di vita. La popolazione sana, o malata, tende a non modificare il proprio stile di vita scorretto e tende a sottovalutarne le inevitabili conseguenze patologiche di tipo endocrino-metabolico e cardiovascolare.

Anche la prevenzione dell'invecchiamento, nonostante la crescente attenzione al tema, vede  una popolazione che di fatto subisce il processo di senescenza, cercando rapide e parziali soluzioni estetiche, pur di non adire al cambiamento dello stile di vita. A sua volta l'invecchiamento appare strettamente correlato alle patologie metaboliche - cardiovascolari, sino a diventare un grave problema sociale e sanitario, ancor più importante quando si osserva la tendenza della nostra popolazione a diventare più vecchia. L'aumento della longevità non implica che questo sia accompagnato da un soddisfacente stato di salute; anzi, appare sempre più elevato il costo sanitario nella gestione dell'anziano: più vecchi ma con più patologie invalidanti, quindi! La valutazione dello stile di vita diventa allora fondamentale in una branca diagnostica, come quella di Medicina Estetica, dove l'approccio è olistico e preventivo, in virtù dell'assunto di Belli e Sani a qualsiasi età. Rimane comunque il quesito di fondo relativo alle scelte medico - estetiche della popolazione. Perché la popolazione muta a fatica il proprio regime di vita e stenta ad accettare le proposte curative di lungo termine, promosse dai medici stessi?

Probabilmente la risposta risiede in questi tre assunti:

  • Le  proposte curative sono indirizzate alla manifestazione fisiopatologica della malattia, ma non  tengono conto dello stato emotivo che l'accompagna, ne dello stile di vita della persona e, quindi, non rappresentano una terapia globale.
  • Le  proposte curative sono spesso rigide, impositive e non educano al cambiamento.
  • Le proposte curative, quando indirizzate all'anziano, vengono rifiutate come tutti i prodotti di mercato destinati specificatamente all'anziano.

L'approccio diagnostico in Medicina Estetica

La visita medica, per la sua declinazione, dovrebbe basarsi su due punti chiave:

  • Il modello biopsicosociale, che evidenzia l'interazione tra psiche e soma
  • Il plus della domanda estetica, che regola la diagnostica  mirata.

Il primo punto rappresenta un modello che esplora i principali aspetti della vita del soggetto -biologico, psicologico e sociale - dove il concetto di malattia  è espressione multifattoriale. In sintesi, gli eventi della vita agiscono sui fattori biologici, psicologici e sociali, quali la percezione, il coping cognitivo, i meccanismi di difesa, sino alla vulnerabilità genetica e acquisita alla patologia.

In questo ambito, il problema estetico percepito dal paziente si manifesterebbe a livello organico come segno e sintomo, e a livello psicologico come disagio.

 

Il secondo punto regola l'inquadramento clinico sull'aspettativa del paziente, cioè impone una diagnosi mirata sui plus della domanda. Efficienza, bellezza e giovinezza sono i plus caratteristici dei prodotti per adulti e da questi  plus anche il mercato della salute, e ancor più quello dell'estetica, non possono disgiungersi.

L'osservanza ai due punti chiave produce una gestione medica vincente: un minor drop out e una maggiore fidelizzazione del paziente, associata alla soddisfazione dei risultati conseguiti.

È noto che i soggetti, afferenti allo studio medico estetico, mostrano sovente ansia, ossessione e grandi aspettative sul risultato al punto da non accettare ciò che oggettivamente e scientificamente è stato conseguito.

Risulta evidente che la finalità della diagnostica in Medicina Estetica si sposta dalla correzione dell'inestetismo a quella di prevenzione della comparsa dello stesso, ma sempre all'interno di una valutazione globale, attenta al malessere generato dalla percezione del problema estetico.

 

Poiché la prevenzione dell'inestetismo coincide spesso con la prevenzione della patologia – si veda la distribuzione eccessiva del grasso in alcuni distretti corporei - la diagnostica deve essere articolata al fine della correzione dei comportamenti errati, che ne hanno prodotto la comparsa e che, se trascurati, facilitano l'insorgenza della patologia stessa.

Per un paziente obeso, sarà importante valutare il reale consumo alimentare, che se sbilanciato e non corretto con la dieta, potrà non solo mantenere il sovrappeso ma, nel tempo, determinare uno stato di obesità accompagnato dalle patologie d'interesse sociale: diabete, ipertensione, ecc. Occorre, tuttavia, non limitarsi al calo ponderale e alla riduzione dei fattori di rischio associati. Per il suddetto paziente, infatti, una diagnostica globale dovrebbe prendere in esame il malessere e il disagio relazionale associati al sovrappeso, l'eventuale dismorfofobia presente, le aspettative estetiche irrazionali, spesso causa di ulteriori patologie legate all'autogestione, o all'adozione impropria di terapie estreme e di trattamenti invasivi.  

 

Sempre a puro titolo esemplificativo, sulla donna con la cosiddetta cellulite, oltre all'esame obiettivo e all'ispezione manuale dei tessuti, si  dovranno applicare indagini strumentali - ecografia, termografia, capillaroscopia, dermatoscopia - poiché il problema potrebbe risiedere nell'alterata circolazione venolinfatica degli arti inferiori, già prodromica di stasi e d'insufficienza venosa. Di pari passo si dovrà osservare il suo stile di vita e, in particolare, si approfondiranno gli atteggiamenti ossessivi e compulsivi che portano a un'alimentazione rigida e sbilanciata, tali da accrescerne l'evoluzione patologica.

Quale diagnostica

L'inquadramento clinico prevede dapprima l'anamnesi e l'esame obiettivo, entrambi tradizionali e mirati alla domanda; poi una serie di valutazioni morfologiche e funzionali quali:

  • Anamnesi tradizionale e mirata alla domanda
  • Esame obiettivo generale con ispezione manuale dei tessuti
  • Esame obiettivo mirato al problema estetico
  • Analisi morfologiche e funzionali ad indirizzo estetico

Psicometria: finalizzata all'analisi degli stati emotivi, alla rilevazione del disagio corporeo e ai suoi riflessi socio-ambientale.

Anamnesi alimentare: analisi dell'assunzione del cibo, finalizzata alla rilevazione dell'introito energetico - nutrizionale, delle carenze o dello squilibrio alimentare.

Antropometria: dalla storia ponderale, alla distribuzione dell'adiposità sui distretti corporei, al rapporto tra massa muscolare e massa grassa.

Impedenziometria: dallo stato d'idratazione, alla ripartizione dei fluidi intra- ed extra-cellulari, alla massa magra, sino allo studio approfondito degli esiti da calo ponderale.

Esame posturale: per evidenziare le possibili alterazioni della posizione del corpo, in situazione statica e dinamica.

Densitometria ossea: finalizzata all'analisi del tessuto osseo e al rischio di osteoporosi.

Esame fisico funzionale: con dinamometria per l'analisi della forza muscolare, con spirometria per la misura della capacità respiratoria, con antropometri e goniometri  per la misura della flessibilità articolare.

Valutazione angiologica degli arti inferiori: semeiotica medica, ecografia e capillaroscopia per l'analisi approfondita dal circolo profondo al microcircolo.

Ecografia dell'ipoderma e del sottocutaneo: per distinguere la pannicolopatia edemato-fibrosclerotica dall'adiposità localizzata, nei suoi processi evolutivi.

Termografia cutanea: finalizzata alla rilevazione delle distermie conseguenti a ridotta funzionalità microcircolatoria.

Esame della  cute: corneometro, elastometro, sebometro e pHmetro per la misura dei parametri fisiologici della pelle.

Dermatoscopia: per lo studio delle lesioni cutanee e delle rughe.

Valutazioni ematochimiche: analisi laboratoristica routinaria, o mirata all'indicazione clinica, quale il danno da radicali liberi, lo stress, la ridotta difesa immunitaria, i fattori ormonali e di crescita.

 

Bellezza e Salute, rappresentano un binomio che non lascia spazio alle improvvisazioni. Occorrono strumenti diagnostici, certificati ad uso medicale, per consentire soluzioni mirate, efficaci e sicure. È esattamente il plus della produzione Dietosystem® per la Medicina Estetica e Correttiva: sistemi integrati di tecnologia avanzata, certificati per la Classe Medica, che consentono all'utilizzatore di abbracciare l'intero panorama applicativo.

La valutazione dello stile di vita

La prima fase dell'approccio diagnostico è un'indagine preliminare alla classificazione della malattia, in quanto diretta a far emergere la relazione multifattoriale, cioè la correlazione tra sintomi somatici, neuropsichiatrici, emozionali e comportamentali; in breve, l'analisi della qualità di vita. Si vuole indagare se la domanda estetica del paziente è correlata a variabili psicologiche e psicosociali che modificano la predisposizione  individuale al processo fisiopatologico. Vi possono essere inestetismi che creano, o aumentano gli stressors, riducendo l'autostima, o aumentando l'ansia, la depressione, il senso di solitudine, le emozioni negative; o penalizzando e sbilanciando l'alimentazione e l'attività fisica: il tutto in un ciclo continuo che si autoalimenta e che  vanifica la proposta medica. È allora importante che durante l'assessment preliminare si considerino tutti i livelli implicati e in particolare, non si deve trascurare:

 

  • la personalità del soggetto in esame
  • gli eventi stressanti del passato e del presente
  • la consapevolezza e il grado di motivazione, sottesi alla domanda
  • gli aspetti relazionali e i fattori socio culturali
  • le esperienze pregresse nei confronti del problema estetico
  • l'inquadramento della qualità di vita (psicometria, storia ponderale, anamnesi alimentare)

 

Il presupposto principale è che il disagio per il problema estetico, sia generato da contenuti mentali consapevoli, incongrui e disfunzionali, che sono però modificabili e gestibili attraverso una riflessione altrettanto consapevole. Di fronte a un paziente ansioso, ad esempio, sta al medico far comprendere  che l'ansia, o il malessere, indotti da un problema estetico, dipendono da pensieri che spesso lo sopravvalutano e sottovalutano la propria capacità di fronteggiarlo. Le numerose ricerche sperimentali sui meccanismi, che generano e aggravano i vari disturbi d'ansia, hanno dimostrato il ruolo cruciale delle valutazioni di pericolo e dei processi cognitivi con cui si elaborano le informazioni riguardanti i pericoli stessi.

Questa prima fase della consultazione medico- estetica viene comunque realizzata nel minor tempo possibile, considerando che la domanda del paziente è quanto mai finalizzata a conseguire la soluzione immediata. Di fatto, gli afferenti al centro medico- estetico pretendono la terapia più che la diagnosi, ritenendo quest'ultima inutile, in quanto non apportatrice di una valutazione superiore a quella che essi stessi hanno già effettuato, autonomamente! 

Gli studiosi hanno evidenziato che chi soffre di disturbi ossessivi non ragiona peggio, ma meglio delle persone che non hanno lo stesso problema. Pensate al peso ossessivo nella sfera femminile della cosiddetta cellulite e alla fame di notizie e prodotti per sconfiggerla! A titolo esplicativo, sovrappeso, acne, cellulite, rughe sono, segni evidenti per il paziente; segni vissuti, studiati e confrontati, ma sono anche un percepito lontano dalla conoscenza etiopatogenetica che li hanno prodotti. La trasmissione della conoscenza sul problema e l'accettazione successiva delle norme per correggerlo, sono il viatico necessario del medico estetico per ottenere la fidelizzazione del paziente nel lungo termine.

Gestire la persona, più che la prestazione, o la metodica, appare essere il modello vincente.