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La percezione del corpo

Bellezza ed efficienza sono gli stimoli che regolano la pressante domanda estetica

La ricerca di un'armonica immagine corporea è la pulsione maggiormente vissuta dal paziente, tale da determinare la maggiore domanda dell'intervento estetico correttivo. Dietro il malessere indotto dalla non accettazione del corpo, non v'è consapevolezza di causa, ne conoscenza oggettiva del problema. Quanto sopra menzionato è riscontrabile nell'analisi della richiesta d'intervento: si chiede la correzione della silhouette indipendentemente dal reale stato nutrizionale, o meglio, indipendentemente da un'accertata eccedenza di massa grassa, o dall'evidenza clinica di un reale disturbo estetico. In molti casi il disturbo lamentato dal paziente non c'è, o sono piccole affezioni d'irrilevante valore

estetico, anche se riguardano parti precise del corpo, come glutei, seno, genitali, orecchie, bocca, denti, sopracciglia, e via dicendo. Bellezza ed efficienza sono dunque gli stimoli che regolano la pressante domanda estetica. Di questa spinta motivazionale, il medico ne dovrà tener conto in ogni fase del percorso diagnostico e terapeutico, sempre consapevole che il paziente vive fortemente la preoccupazione per il supposto difetto, come il disagio sociale, affettivo e lavorativo che da esso deriva. Ciò che il medico intuisce, già nelle prime fasi della visita, è l'enfasi ossessiva al problema: questa dovrebbe essere analizzata mediante il supporto di test diagnostici, quali quelli per la dismorfofobia, già menzionati nei capitoli introduttivi alla diagnostica estetica. È opportuno, per una gestione vincente, che l'atteggiamento anamnestico testimoni l'estrema attenzione ai sintomi e alle convinzioni del paziente (processo di condivisione), lasciando però inalterata la possibilità del riscontro oggettivo (processo di conoscenza). La rispondenza alle aspettative del paziente, unitamente a una diagnostica mirata, approfondita e dosata, è quindi il percorso inevitabile per ridurre il fenomeno del drop-out nel breve termine.

L'analisi del corpo

Non deve riguardare solo la quantità di massa grassa, ma la sua distribuzione sui distretti corporei, il rapporto e l'armonia tra le masse muscolari e adipose, la struttura scheletrica, le alterazioni agli organi e ai tessuti, associate alla patologia, o allo stile di vita in generale.

È noto che l'accumulo di tessuto adiposo comporta una serie di problemi convergenti sull'apparato cardiovascolare, respiratorio, osteoarticolare ed anche sull'apparato della riproduzione. Come è altrettanto noto che la sua localizzazione addominale, soprattutto nel soggetto in sovrappeso, è predittiva di complicanze endocrine e cardiovascolari, incidenti sulla spettanza di vita.

 

Ma la relazione, tra obesità e patologia associata, non è certamente la motivazione principale che spinge l'individuo nello studio medico estetico. È verosimile, piuttosto, che gli afferenti manifestino la necessità di soluzioni terapeutiche per forme patologiche a carico del segmento inferiore del corpo, come adiposità gluteali e trocanteriche, stasi ematica e linfatica da carico, lipomatosi, o verso altre forme che riguardano lo stato di malnutrizione dei tessuti: PEFS e invecchiamento, per citare. La malnutrizione per difetto e per eccesso, inoltre, sono causa di molte affezioni, quali dermatosi, cheratosi, lipodistrofie, neoplasie cutanee, le quali costituiscono la principale aspettativa di cura, perché visibili e percepite dal paziente. Permarrà sempre, quindi, l'esigenza primaria e costante del miglioramento dell'immagine e del benessere psicofisico. Questi aspetti dovrebbero regolare l'approccio diagnostico, nell'adozione di nuovi strumenti e software ad alta valenza tecnica e, soprattutto, rispondenti alla tipologia della domanda di cura. L'atteggiamento del medico, all'opposto, è circoscritto all'accertamento dei kili di grasso in più, alla comunicazione di etichette del sottopeso o del sovrappeso, o d'immagini corporee poco ortodosse, se non pericolose sul versante del malessere estetico percepito, quali: coulotte de cheval, gambe alla zuava, biotipo a pera o a mela, e altre ancora. Proprio nella branca medica, dove la gestione del corpo deve rientrare nella gestione olistica della persona, si scopre che la prestazione è mirata al singolo tessuto, organo, o ad un preciso distretto corporeo. E la centralità della persona?  Infine, l'atteggiamento sulle metodiche diagnostiche impiegate non è selettivo. Molti medici estetici ritengono che non sia importante il background tecnico e scientifico dello strumento diagnostico e neppure conoscono il target per cui è stato costruito: tutti gli strumenti sono uguali, purché producano rapidamente la quantità di grasso corporeo! Oltre a generare artefatti, o dati per nulla accurati e precisi, è questo un approccio strumentale che aumenta la distanza tra il curante e il paziente.

Le principali componenti corporee

La clinica pone il proprio interesse nello studio dei compartimenti corporei, quali acqua corporea totale (TBW), acqua intra - ed extra cellulare (ICW e ECW), massa grassa (FM o FAT), massa libera da grasso, o massa magra (FFM), minerali, minerale osseo, massa metabolicamente attiva (BCM). Nell'analisi della composizione corporea  si possono impiegare diverse metodiche, quali l'assorbiometria a doppio raggio (DXA), la plicometria (SkA), l'impedenziometria (BIA); queste ultime sono più semplici, meno invasive e, pertanto, elettive nella pratica ambulatoriale.

L'analisi della composizione corporea, in dettaglio,  consente la misura dei seguenti principali parametri:

 

FAT, o  FM (Massa Grassa)

La FM (Fat Mass) rappresenta la massa lipidica (i trigliceridi) del corpo. Nell'uomo di riferimento, di 70 kg per 175 cm di altezza, costituisce circa il 15% del peso. La sua localizzazione a livello viscerale e sottocutaneo costituisce elemento discriminante nella classificazione patologica

 

FFM (Massa Libera da Grasso, o Massa Magra)

La FFM  (Fat Free Mass) rappresenta la massa libera dal grasso, cioè quella ottenuta sottraendo dal  peso il valore della FM. È circa l'85% del peso corporeo nell'uomo di riferimento; anatomicamente costituita da muscoli scheletrici (circa 40%), muscoli non scheletrici e tessuti magri (circa il 40%), scheletro (10-15%). Chimicamente la FFM risulta composta di proteine, acqua, minerali e zuccheri. La diminuzione della FFM infatti, può coincidere con la riduzione di uno o più delle sue componenti; ad esempio: l'aumentato catabolismo proteico da diete ipocaloriche estreme; o la diminuzione degli aminoacidi essenziali nel sangue, o nei tessuti, per ossidazione e usura del tessuto muscolare, causa sovraccarico fisico o insulto iatrogeno; oppure la forte deplezione di liquidi per deidratazione, o la perdita di calcio dalla matrice ossea da osteoporosi; in sintesi vi sono innumerevoli condizioni che alterano i su indicati costituenti e che sottolineano come sia essenziale il controllo della FFM nel follow-up.

 

TBW (Acqua Corporea Totale)

L'acqua è il costituente principale del corpo. Rappresenta il 60-62% del peso nel maschio di e il 56-58% nella donna di riferimento. Valori oscillanti di TBW segnalano condizioni patologiche, quali la disidratazione da stress fisico ambientale, o all'opposto la sovra idratazione per ascite, scompenso cardiaco, stati edematosi gravi, malattie infettive e malnutrizione calorico-proteica.

 

ICW - ECW

Nell'adulto sano circa il 62% dell'acqua è nello spazio intracellulare (ICW o Intra Cellular Water) e il restante 38% circa è extracellulare (ECW o Extra Cellular Water).

L'ICW interviene nella regolazione del metabolismo e delle funzioni cellulari. Con l'età si assiste ad una fisiologica contrazione dello spazio intracellulare - seppur contenuta al 3% in meno - e a una reciproca espansione di quello extracellulare, significanti una ridotta attività metabolica.

L'ECW comprende: l'acqua interstiziale (14% del peso corporeo), quella plasmatica (4%), linfatica (1%) e transcellulare (1%). L'espansione dell'ECW è legata all'evoluzione di alcune condizioni cliniche. Studi recenti hanno dimostrato che la sua espansione, oltre al 40% di TBW, è spesso associata a edema, o a livelli elevati di massa grassa nei soggetti con obesità morbigena.