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Dermatoscopia

La pelle vista da vicino

L'immagine esteriore è lo specchio della condiziona esterna, questa asserzione è ormai adottata dall'universo donna, in quanto enormemente diffusa nei claim promozionali d'infiniti prodotti, quali creme, integratori, alimenti e acque minerali. La relazione biunivoca tra aspetto e organismo, vera o falsa che sia, rimane una questione sempre aperta per il medico estetico che deve oggettivarla e confermarla scientificamente al paziente, mediante l'impiego di una diagnostica specifica.

La dermoscopia, al riguardo, è l'indagine maggiormente percepita dal soggetto in esame per sue peculiari caratteristiche tecniche: essa offre, infatti, immagini della cute ingrandite, a colori e refertabili. L'immagine della cute viene trasmessa mediante fibra ottica ed acquisita da appositi software, che ne consentono l'archiviazione, la comparazione, nonché la misura di alcune componenti l'immagine stessa, in dimensione e colorazione. La dermoscopia in epiluminescenza, in particolare, permette di captare e studiare le immagini della cute e degli annessi, attraverso un fascio di luce inclinato di 20° sul piano cutaneo e ingrandimenti da 30x a 50x.   

Premesso che l'ananamnesi e l'esame clinico sono comunque indispensabili e preliminari a qualsiasi indagine strumentale, con la dermoscopia si conseguono conferme oggettive, sinteticamente mirate a due target distinti:

  • lo studio del trofismo cutaneo
  • l'esame delle lesioni cutanee.

Trofismo cutaneo

Il colorito, la pigmentazione, la struttura pilifera e il reticolo dell'epidermide, sono elementi identificanti il trofismo cutaneo. L'esame strumentale permette di osservare ciò che l'occhio non percepisce.

 

Nel dettaglio:

  • la fine “tessitura” del tessuto (il fototipo, le più lievi e circoscritte tonalità di colore, la rete microcircolatoria, la trasparenza, le alterazioni pigmentarie e strutturali da invecchiamento, localizzate o diffuse, la struttura e la densità del vello, la presenza di chiazze miliari e di tappi comedonici, le zone cheratosiche, ecc.);
  • l'estensione e la geometria delle zone con differente pigmentazione (efelidi, macule e tracce di pigmento a volte non evidenti);
  • il reticolo epidermico (geometria della rete e profondità delle rughe, effetti superficiali del post-trattamento).

 

Si vogliono approfondire, in questo ambito, i pattern morfologici e strutturali correlabili ai processi d'invecchiamento, dal photoaging, alle alterazioni endocrino-metaboliche, ai processi abiotrofico regressivi della pannicolopatia.

Ad esempio, zone con tonalità subcianotica, o aree disseminate da chiazzette miliari biancastre, o da tonalità bluastre, o bianchicce e raramente rossastre, linee distrofiche ispessite e grigiastre, o zone estese con un colorito giallo - grigiastro, sono l'evidenza di differenti pattern patologici, riconducibili ai differenti stadi di PEFS, o alle modificazioni neuroendcrine dell'invecchiamento mentre la numerosità di strutture pilifere, caratteristiche per lunghezza e colore, inducono a ipotizzare uno stretto legame con l'assetto ormonale.

Lesioni cutanee

La dermoscopia delle lesioni pigmentate completa l'esame generale della cute.

L'analisi dermatoscopica migliora l'accuratezza diagnostica, anche quella del dermatologo esperto, portando alla riduzione delle lesioni false positive e, quindi, al minor numero dell'exeresi inutili. Va detto che una lesione clinicamente sospetta, con o senza il supporto della dermoscopia, deve essere asportata e analizzata istologicamente.

È uno screening selettivo che dovrebbe diventare routine ambulatoriale, perché comunque indicato a tutta la popolazione afferente allo studio medico estetico. È dimostrato infatti che l'aumento della consapevolezza al problema, rende possibile il sospetto di melanoma già nelle fasi inziali, da parte dello stesso portatore e dei famigliari. Indispensabile come screening selettivo, soprattutto, nei soggetti ad alto rischio: cute tipo 1.2, capelli rossi, biondo chiari, scottature giovanili pregresse, più di 50 nevi sul corpo, con più di 3 nevi atipici, con storia familiare e personale di melanoma, e stato di immunosoppressione. Per la diagnosi precoce del melanoma è necessario, tuttavia, iniziare con l'anamnesi delle abitudini di vita, il tipo e la frequenza dell'esposizione solare, l'eventuale utilizzo di lettini-UVA e di creme solari, prima di effettuare la visita prettamente dermatologica. Le lesioni pigmentate vanno poi suddivise in:


Lesioni pigmentate non melanocitarie

  1. Lesioni epiteliali (cheratosi seborroica, solare, Bowen, carcinoma basocellulare e spinocellulare pigmentati, tumori annessiali);
  2. Lesioni vascolari (angioma senile, lago venoso, aneurisma trombizzato, angiocheratoma, granuloma piogenico);
  3. Altro (dermatofibroma, ematoma sub ungueale, tallone nero, emorragia intraepidermica, verruca virale plantare, fibroma pendulo infartuato.

Lesioni pigmentate melanocitarie benigne (efelidi, lentiggine solare, nevo di Becker, melanosi o macula melanotica, reticolata o Ink spot lentigo).

 

Nevi comuni e/o atipici

  1. Nevi congeniti (piccoli, grandi o medi);
  2. Nevi acquisiti (papillomatoso e peduncolato di Unna, cupoliforme di Miescher, comune piano e rilevato, tipo Spitz - Reed, a cellule epiteliomi e fusate);
  3. Atipici (nevo blu, spilo, combinato, plantare, di Sutton, di Meyerson, pseudo melanoma di Ackermann);
  4. Melanoma (ad estensione superficiale, nodulare, acrale, piano, cupoliforme, lentigo maligna, nevo-simile, acromico).

 

Vi sono alcuni accorgimenti utili nella diagnosi differenziale:

  • simmetria: una metà del nevo è diversa dall'altra metà;
  • bordi: indentati, o sfumati;
  • colore: policromo, o uniforme;
  • dimensioni: contenute, o superiori ai 5 mm di diametro;
  • evoluzione: il raddoppio dell'area pigmentata entro i 6-8 mesi.

 

È un valido aiuto nella diagnosi del Melanoma è il riscontro dermoscopico di alcuni “segnali d'allarme”, all'interno dei parametri sopra indicati; ad esempio:

  • simmetria: la lesione è chiaramente asimmetrica;
  • bordi: appaiono irregolari, spesso con diramazioni frastagliate (dendritiche) e pseudopodi verso l'esterno;
  • colore: policromo, o nero, o con addensamenti di varie tonalità dal marrone al grigo, blu, bianco, o rosa, e spesso sfumate in un velo blu-biancastro o con strie e zone prominenti  o abrase;
  • dimensioni: superiori ai 5 mm di diametro;
  • evoluzione: si modifica in dimensione, forma, colore e spesso presenta una fitta rete aggettante di capillari involuti.

 

L'atipicità del pattern vascolare, di fatto, aggiunge un ulteriore sospetto per il melanoma conclamato: l'impiego di un'altra sonda a maggiori ingrandimenti (da 50x a 100x) risulta al riguardo di estrema utilità clinica. È evidente che lo strumento ideale deve consentire l'analisi approfondita dei pattern morfologici e strutturali della lesione e la misura degli stessi con relativa archiviazione;  il tutto mirando a conseguire il controllo della lesione nel tempo, cioè ottenere un effettivo follow-up della sua evoluzione. Software specifici, supportati da immagini di riferimento, rappresentano il percorso strumentale necessario per la migliore diagnosi differenziale del melanoma! Per saperne di più, clicchi qui.