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La videocapillaroscopia

Lo studio del microcircolo con il videobiomicroscopio

La videocapillaroscopia a sonda ottica apre prospettive completamente nuove ed originali nella diagnosi strumentale del danno microcircolatorio cutaneo in  corso di pannicolopatie da stasi.

Per la prima volta è possibile esaminare in dettaglio, ad ingrandimenti di 100x, 200x e 400x, quindi molto maggiori di quelli consentiti dalla dermatoscopia classica, gli aspetti della microangiotettonica cutanea, in ogni regione della superficie corporea.

L'applicazione della videocapillaroscopia offre referti di estremo interesse, sia teorico che pratico. È possibile documentare:

  • le dilatazioni segmentarie di venule e di capillari;
  • la presenza di microaneurismi fusiformi, o a sacculo;
  • le interruzioni, o rotture delle maglie della rete capillare;
  • i fenomeni di Kinking capillare;
  • le alterazioni delle singole anse;
  • la presenza di aggregati eritrocitari;
  • la rarefazione del numero dei capillari e delle venule in un determinato distretto.

 

Ad esempio, in aree cutanee teleangectasiche ed apparentemente prive all'ispezione diretta di microvaricosità si evidenziano con la videocapillaroscopia a sonda ottica, ad ingrandimenti di 200x, alterazioni della microangiotettonica cutanea nel disegno della rete, nella forma dei capillari e nel colore degli stessi.

 

Le aree teleangectasiche, in questo caso, appaiono caratterizzate da:

  1. perdita del disegno a rete di maglie poligonali dei capillari, rete disposta parallelamente alla superficie cutanea;
  2. comparsa di numerosi microaneurismi apicali, anse in genere a sacculo;
  3. microaneurismi fusiformi delle venule,
  4. sdoppiamenti, od interruzioni, dei capillari formanti le maglie di rete.

 

Le immagini capillaroscopiche riprese dalla sonda, munita di obbiettivi intercambiali a contatto, vengono riportate su monitor, dove la diagnosi è particolarmente facile per la nitidezza e l'ampiezza del campo microscopico. Software specifici, al riguardo consentono la misura della densità e della forma dei capillari, per unità di superficie, l'archiviazione delle immagini secondo zone precodificate del corpo, la comparazione del quadro microcircolatorio nei controlli successivi e, infine la stampa del referto: aspetto quest'ultimo importante sia per l'oggettivazione del problema estetico, sia per l'accrescimento dell'immagine professionale.

La facilità e la maneggevolezza del riscontro capillaroscopico, non richiede competenze di microscopia classica e, pertanto, può essere  impiegata nella routine clinica e ambulatoriale.


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